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  • “Decreto Concorrenza”: le Verità Vere! (1° puntata)

Nel decreto “Concorrenza“ presentato dal governo Renzi e in discussione al Parlamento è previsto che le società tra avvocati, alle quali possono parteciparvi le banche quali socio di capitale, (sic!) possono ricevere atti di trasferimento di immobili (diversi dalle abitazioni prima casa) aventi valore catastale non superiore a 100.000,00 euro.

In Italia nel 2014 gli atti di trasferimento di fabbricati aventi valore catastale non superiore a 100.000,00 euro sono stati 38.000, di cui 5.000 solo nel Veneto.

Il decreto del governo, estendendo agli avvocati e alle società tra avvocati e banche (nelle quali le banche diventeranno soci dominanti) la possibilità di rogitare tali trasferimenti, intenderebbe far ridurre le spese per i cittadini, aumentando la concorrenza.

Ma è proprio così?

Fino ad oggi i trasferimenti immobiliari si facevano solo presso il notaio.

Il notaio, libero professionista e pubblico ufficiale dello Stato, è soggetto terzo ed imparziale rispetto al venditore e al compratore.

Estendendo la possibilità agli avvocati e alla società tra avvocati e banche, di ricevere tali atti, significa che le banche, attualmente “proprietarie” di un ingente patrimonio derivante dalle esecuzioni di immobili ipotecati a suo tempo a garanzia di mutui non rimborsati, potranno vendere tali beni al cittadino-consumatore (soggetto tradizionalmente debole sul piano economico), imponendo le loro condizioni ed obbligando l’acquirente ad acquistare anche le loro assicurazioni per garantire l’acquisto immobiliare, come avviene attualmente in Inghilterra e negli Stati Uniti.

E con quali costi?

Il cittadino ormai chiamato consumatore “si consegnerà” alle banche, dalle quali acquisterà l’immobile, il mutuo, l’assicurazione, per il prezzo e il premio che verranno imposti dalle stesse.

Ma chi garantisce il cittadino?

Nessuno!

Solo il notaio tutela il cittadino!

Il sistema italiano dei trasferimenti immobiliari e dei pubblici registri è invidiato in tutto il mondo: la Russia, la Cina, i paesi ex Comunisti l’hanno adottato  a  fondamento  del  loro  sistema di circolazione degli immobili.

 Vorrà dire pur qualcosa!

In Italia non abbiamo avuto il fenomeno dei mutui sub prime perché nel nostro paese ci sono i controlli, i controlli dei notai, i controlli sui notai ed i controlli sugli atti dei notai.

In America vige il libero mercato, non ci sono regole ed i risultati nefasti si sono visti!

Esiste invece un motivo “più recondito e nascosto” per cui il governo vuole cambiare il sistema italiano: “consegnare” il cittadino alle banche e alle assicurazioni a loro esclusivo vantaggio, senza tutela per l’acquirente e con costi complessivi maggiori degli attuali!

In Inghilterra nel quinquennio 2010-2014 lo Stato ha dovuto risarcire danni per 42 milioni di sterline e negli Stati Uniti per miliardi di dollari.

Negli Stati Uniti le cause immobiliari costano al contribuente americano il 2,6% del PIL.

In Italia il contenzioso immobiliare relativo agli atti notarili è pari allo 0.003%: praticamente inesistente!

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